Rubriche - L'editoriale

 

Incredibile!! E’ appena agosto e sono nuovamente dentro al Manuzzi. Febbrile attesa, mentre si presentano puntuali i soliti malesseri, ansia, crampi allo stomaco e un’irrefrenabile euforia di tutti i muscoli che mi mettono in uno stato di agitazione tale da apparire come un tarantolato. Cosa mi ha spinto qua? Boh! Probabilmente un riflesso incondizionato archetipo della mia natura esistenziale. Ho compiuto i quarant’anni, sono un affermato dirigente, ho una famiglia felice, moglie e figlia che adoro, sto realizzando la casa dei miei sogni,…..pensavo che l’età della ragione avesse preso il sopravvento sui miei ancestrali bisogni. E invece no! Lentamente lo Stadio va riempiendosi mentre le lancette dell’orologio appaiono immobilizzate e il tempo appare inesorabilmente fermatosi. Sto sempre peggio, sudo copiosamente e l’ansia continua ad assalirmi impetuosamente. Cerco di farmi forza, vedo un bambino e voglio avviarlo alla conoscenza, gli narro i miei ricordi che vista la lontananza appaiono ormai come miti. “Sai che una volta il Cesena ha battuto la Juventus con due goals di Bertarelli e ha vinto a San Siro contro l’Inter con goal di Orlandi?” Niente, nessuna reazione. Forse con ricordi più recenti, mi chiedo? “E battemmo anche il Milan con goal di un certo Holmqwist”. Mi guarda come se fossi un alieno, anzi peggio, forse, non mi vede neanche. Un dubbio mi sorge: non è che non mi vede perché forse sono uno spettro? Lo spettro del Manuzzi costretto ad aggirarsi all’interno dello stadio ogniqualvolta il Cavalluccio ne scenda in campo. I dolori aumentano, ormai non riesco più a resistere. Ma ecco si intravede qualcosa nel tunnel che dà l’ingresso agli spogliatoi, c’è movimento, ora vedo più nitidamente, è il capitano del Cesena che fa il suo ingresso in campo con il gagliardetto in mano e alla guida di una fila indiana di maglie bianconere. Estasi!! E per me è la metamorfosi kafkiana, la catarsi greca, Dr. Jekyll e Mr. Hyde, sento i muscoli contrarsi, il mio corpo trasformarsi, e la voce assumere contorni cavernicoli. La voglio subito provare, “Vai Chiavarini!!!!” “Grieco Bastardo!!! Vecchio di merda!!!” e poi per non dimenticare “Cortellini!!!! Vai a lavorare!!!!!” Sto decisamente meglio, posso sedermi. Solo ora mi accorgo di essere circondato da facce note e mi chiedo se non siano anch’essi spettri, defunti uccisi dal virus romagnolo: il tifo per il Cesena. Preoccupato, ricordo il bambino a cui ho raccontato i miti passati, l’ho anche toccato, forse l’ho contagiato? Speriamo proprio di sì.

Jello