Rubriche - Il calcio nel sedere

 

processo lugaresi

 

 

GIUDICE:       Allora apriamo il dibattimento. Il Pubblico Ministero può cominciare a far domande all’imputato precisando i capi d’accusa.

PM:     Grazie vostro onore. Il qui presente Giorgio Lugaresi è accusato di mala gestione riguardo all’A.C. Cesena che lui ha diretto, con cariche prima di amministratore delegato e poi di presidente, dal 1999 al 2007. Sul versante dei risultati sportivi ha ottenuto una retrocessione a dir poco scandalosa e/o vergognosa dalla B alla C1, due campionati di C1 deludenti; poi, con la chiamata di Rino Foschi quale consulente di mercato ma nei fatti direttore generale non tesserato, due bei campionati di C1 coronati con una promozione ed una Coppa Italia di serie C, tre campionati di B (uno con salvezza alla fine, uno con approdo ai play-off ed uno in chiaroscuro con piazzamento di centroclassifica). Nell’attuale torneo ha venduto le quote di maggioranza ad Igor Campedelli quando la squadra versava (e versa tuttora) in una situazione molto difficile. Sul piano invece della gestione economica ha ereditato una società senza debiti o comunque sana e l’ha lasciata con un bilancio da profondo rosso. Per quel che concerne il rapporto col pubblico, al di là di qualche frase di circostanza, l’imputato ha dimostrato di non sopportare le critiche e quel che è peggio, di voler mettere a tacere ogni voce di dissenso.

GIUDICE:     Mi sembra che ci sia molta carne al fuoco. Cominci pure a fare domande al teste.

EDMEO:     Parchè gli voi dire delle robacce, at ariv in t’la faza, at tir un pandor !

GIUDICE:     Signor Edmeo, parli solamente quando è interpellato e rispetti questa toga.

EDMEO:     S’al det ? (rivolto a Giorgio)

GIORGIO:     Babbo, stai zitto e parla quando te lo chiedono.

PM:     Signor Giorgio, lei ha avuto la responsabilità del Cesena dal 1999.

GIORGIO:     No, io sono diventato presidente nel 2002.

PM:     Ma nel 1999 suo padre stava male e lei, da amministratore delegato, ha assunto il comando delle operazioni.

GIORGIO:     Papà stava male ma in ogni caso io portavo avanti le operazioni consultandomi con lui e con gli altri collaboratori.

PM:     Risulta dalle testimonianze di giocatori, staff tecnico e altri, che era lei il punto di riferimento, che erano sue le decisioni.

GIORGIO:     Io ero il referente ma non decidevo tutto di testa mia.

PM:     Allora, visto che cerca di annacquare la cosa, vengo al punto di quell’annata conclusasi con un’inopinata retrocessione. A 10 giornate dalla fine del campionato il Cesena viaggia con 9 punti di vantaggio sulla quart’ultima. Poi, una sconfitta con la derelitta Fermana e 6 pareggi consecutivi sui quali anche il più ingenuo degli sportivi potrebbe nutrire sospetti di combine, un mancato pareggio a Vicenza per via di un tiraccio da 30 metri all’incrocio dei pali di un difensore avversario, un 3-3 col Cosenza su cui bisognerebbe fare un processo a parte ma che comunque doveva essere una vittoria dopo la sospensione del match creata artificiosamente e l’epilogo tragico negli spareggi con la farsa dell’esonero dell’allenatore Nicoletti tra la gara d’andata e quella di ritorno. In quel periodo chi era il responsabile dell’A.C. Cesena ?

GIORGIO:     Era mio padre, anche se per via delle sue condizioni di salute io portavo avanti la gestione ordinaria.

PM:     Signor Giorgio, parliamoci chiaro. Qui siamo in un tribunale e qui deve saltar fuori la verità. Le chiacchiere le facciamo al bar.

EDMEO:     Sì, ma non al Bar Bianconero. A lì c’è il giallo, che è un rabazziere. Me a ne voi in te Cisena.

GIUDICE:     Signor Edmeo, glielo ripeto. Si parla solo se si viene chiamati in causa.

EDMEO:     Allora lo vedi che sei un asino ! La causa l’avete fatta voi contro Giorgio !

GIUDICE:     Signor Edmeo, se usa ancora un linguaggio così colorito sarò costretto a prendere provvedimenti.

EDMEO:     Linguaggio colorito ? Ma ho detto Bar Bianconero !!!

GIUDICE:     Signor PUBBLICO MINISTERO: faccia la domanda all’imputato.

PM:     Signor Giorgio, chi ha concordato le partite con gli avversari in quel finale di campionato ?

GIORGIO:     Ma cosa dice ? Nessuno ha concordato nulla. I pareggi sono venuti fuori dal campo.

PM:     Signor Giorgio, per la giustizia sportiva è già tutto prescritto, per quella ordinaria idem. E’ inutile che facciamo finta di vivere in un mondo di educande. Chi ha concordato quelle partite ? Badi, che ci sono testimoni che possono confermare quanto affermo.

GIORGIO:     Io non ho concordato un bel nulla. Ho esonerato Nicoletti per dare una scossa ma null’altro.

PM:     Ci sono tesserati di quel Cesena che hanno affermato questo. Hanno detto che al giovedì lei andava a Villa Silvia e diceva: “Ragazzi per domenica abbiamo concordato un pareggio”. Addirittura qualcuno dei tesserati, vista la situazione, ha pensato di guadagnarci scommettendo su quei risultati aggiustati. Le risulta ?

GIORGIO:     Assolutamente no. Io non ho mai fatto nulla di quanto mi si accusa né so di nostri tesserati che scommettevano. Anzi, potrei citarli per danni.

PM:     Io posso capire che lei neghi di essere l’autore materiale dei tarocchi ma non vorrà farci credere che quei pareggi siano frutto del caso ?! Nella partita contro il Napoli col Cesena in vantaggio 2-0, il Napoli fa 2 gol in 2 minuti col portiere che si scansa su un tiro avversario. Tutto lo stadio se n’è accorto.

GIORGIO:     Io non ho visto nulla di quanto lei dice.

PM:     Quindi secondo lei, tutto si è svolto in maniera regolare ?

GIORGIO:     Certo.

PM:     Va bene, visto che fa muro, passo ad altro argomento ma le dico schiettamente, e mi rivolgo alla corte chiamata a giudicarla, che diversi testimoni, dietro il comprensibile riparo dell’anonimato, hanno affermato quanto da me sostenuto. Passiamo alle dolenti note del bilancio. Nel 1999 dopo la salvezza targata Cavasin il Cesena incassa tanti miliardi dalle cessioni dei vari Salvetti, Comandini, Rivalta, Teodorani e Graffiedi. L’anno dopo retrocede nel modo in cui abbiamo detto prima e alla fine del primo anno di C saltano fuori miliardi di debiti. Va bene che in C i diritti tv non ci sono, va bene che le spese non sono di molto inferiori alla B, va bene tutto quello che vuole ma in soli 2 anni come si fa a creare una voragine ?

GIORGIO:     Allora, chiariamo subito una cosa: io sono diventato presidente nel 2002.

PM:     Sì, ma amministratore delegato dal 1999.

GIORGIO:     Come le ho detto prima, da amministratore delegato agivo consultandomi con gli altri, specie con mio padre.

PM:     Allora ci vuol dire che il buco l’ha fatto suo padre Edmeo.

EDMEO:     Cosa ho fatto io ? I buchi li ho fatti con la vanga. Ah, la mi sapa !

GIORGIO:     In sostanza direi che mio padre, per la troppa voglia di risalire la china, si è fatto prendere la mano.

PM:     Ed i soldi incassati con quelle cessioni miliardarie ?

GIORGIO:     Sono serviti a chiudere i disavanzi precedenti e a costruire le squadre per gli anni successivi.

PM:     Mi scusi signor Giorgio, io non saprei quantificare con precisione i miliardi presi ma Graffiedi da solo era stato valutato 17 miliardi. Poi so bene che non li avete presi tutti ma ad occhio e croce, qualsiasi sportivo potrebbe ipotizzare una ventina di miliardi di entrate. Non è che poi avete comprato Totti o Ronaldo !

GIORGIO:     E’ facile sparare delle cifre così a casaccio. Non ricordo bene quanto prendemmo ma non certo 20 miliardi.

PM:     Allora, Salvetti ne valeva almeno 5, per Comandini il Vicenza aveva il diritto di riscatto fissato a 5 miliardi, Rivalta era nazionale under 21 e quindi un paio di miliardi li valeva, Teodorani poteva costare più o meno come Rivalta. Di Graffiedi abbiamo già detto: non avrete preso i 17 miliardi ma almeno la metà presumo di sì.

GIORGIO:     Non voglio entrare nel merito ma le cifre sono esagerate.

PM:     Le cessioni furono fatte tutte in modo trasparente o in qualcuna entrò anche del nero ? Non si scandalizzi, lo sappiamo bene che nel calcio è una prassi quasi usuale.

GIORGIO:     Noi a Cesena abbiamo agito sempre in modo chiaro e corretto. Se poi altri non l’hanno fatto, ne risponderanno.

PM:     Senta signor Giorgio, io capisco che lei parli in questa maniera, ma per favore, non attacchi con la litania del mondo perfetto ed ideale perché non esiste da nessuna parte e men che meno nel mondo del calcio. Sono tanti e tali gli scandali del pallone che come disse a suo tempo il compianto Nereo Rocco “Nel calcio il più pulito ha la rogna”.

GIORGIO:     So bene che ci sono cose sbagliate: se ricorda nel 2000 mi rivolsi al TAR per contestare l’iscrizione del Ravenna. Respinsero il mio ricorso ma poi il Ravenna fallì a metà campionato.

PM:     Ecco, appunto. Fu emblematica la cessione di Rivalta al Perugia di Gaucci. La cifra che venne fuori sui giornali era assolutamente esigua rispetto al valore del giocatore.

GIORGIO:     Non ricordo bene la trattativa ma ricordo che il ragazzo voleva la A e lo accontentammo anche rimettendoci qualcosa.

PM:     Certo, siete un circolo di mutuo soccorso. Vorrei fare delle domande al signor Edmeo.

GIUDICE:     Faccia pure.

EDMEO:     Sì, fammela in faccia, io non ho pavura !

PM:     Signor Edmeo, quando lei stette male, nel 1999, com’era la situazione economica dell’A.C. Cesena ?

EDMEO:     Buona. Nel Cisena abbiamo sempre fatto i passi secondo la gamba, cioè a un dato momento se ho diecimila lire non ne spendo undicimila.

PM:     Mi sembra tra l’altro che Cera quando si ritirò abbia lasciato una situazione di bilancio pienamente sotto controllo.

EDMEO:     Sì, a cred. Cera è bravo, faceva le cose giuste.

PM:     Ecco, quindi non c’erano buchi nel bilancio, non c’erano debiti.

EDMEO:     No, quali debiti. Io lo dicevo sempre a quei ragazzi della curva. Abbiamo il debito, così loro non mi chiedevano di tirare fuori i soldi. Loro volevano i grandi nomi ma noi doviamo fare con i pochi soldi che aviamo. Con la storia del debito mi sono salvato tanti anni.

PM:     Diciamo che il debito era una scusa per tacitare il pubblico.

EDMEO:     Sì, anch’io volevo i campioni e qualcuno lo abbiamo preso come Zacner, Ubner, Silos. Ma costavano il giusto per noi.

PM:     Allora i debiti quando sono stati fatti ?

EDMEO:     Ma, a un dato momento, siamo andati in C e in C non ci volevamo stare. Allora abbiamo cambiato tanti giocatori, tanti allenatori. Abbiamo speso un po’ troppo.

PM:     Signor Edmeo, come dicevo prima, avevate in cassa un sacco di soldi. Dove sono finiti ?

EDMEO:     Ut’ la det Giorgio.

PM:     Giorgio ha detto che sono serviti a coprire i disavanzi precedenti. Lei dice che debiti non ce n’erano. Mettetevi d’accordo.

EDMEO:     Ah, ma i debiti non c’erano perché li coprivamo con gli incassi del mercato.

PM:     Allora c’erano e comunque una ventina di miliardi coprivano molto più di due anni di gestione.

EDMEO:     Senti pappagallo. Il Cesena è pulito, io ho sempre fatto le cose per bene e Giorgio l’è e mi fiol. Capisci il dialetto ?

PM:     Eccome !

EDMEO:     Allora arves ca gli urecci ! Noi siamo brava gente, lo dice anche Benedetti.

PM:     Chi Corrado ?

EDMEO:     Nanca lo. Ma io dicevo Benedetti, il capo di tutti i tifosi.

PM:     Il presidente del Centro Coordinamento ?

EDMEO:     S’el e centro ad che ? Lui è il capo dei tifosi, degli ultras e degli altri.

PM:     Veramente non è così.

EDMEO:     T’an capes gnit ! Un’è miga de Bulogna.

GIUDICE:     Senta signor Edmeo, la invito a non utilizzare l’idioma locale.

EDMEO:     Idioma t’sarè te e i tu parent. Maleducato, sei un giudice, dovresti dare l’esempio.

GIUDICE:     Sospendiamo l’udienza per chiarire direttamente col signor Edmeo la faccenda. L’udienza è tolta. Alla prossima !