Rubriche - Il calcio nel sedere

 

Nuove proposte, nuovi scenari, grandi idee stanno colorando il cielo del calcio italiano.

Cose grosse, partorite da gente che ha nel cuore il bene del calcio e dei tifosi. Niente a che fare con interessi di bottega, con i soldi delle TV o con mille degli altri piccoli problemi che ogni tanto punteggiano fastidiosamente un foglio immacolato quale è la Lega italiana calcio di Milano. Bisogna rilanciare la serie B e bisogna farlo in un modo che dia visibilità e interesse ad un campionato eccessivamente contratto dallo strapotere della massima divisione.

D’ora in poi ogni squadra manderà in campo i giocatori con giubbotti catarifrangenti, trapuntati di paillettes e di specchietti. Ogni atleta dovrà truccarsi in maniera consistente per non impallare le telecamere. Le partite verranno disputate su manti di neve perenne trasportati dai ghiacciai alpini e mantenuti a temperatura adeguata da apposite celle frigorifere sotterranee. E’ risaputo che la neve è l’elemento naturale con la maggiore rifrazione: permette di far rimbalzare circa il 90% della luce che la colpisce. I fari d’illuminazione degli stadi saranno potenziati dall’inserimento di abbaglianti e fendinebbia della migliore specie mentre gli spettatori saranno dotati di occhiali a raggi infrarossi come quelli in uso negli eserciti meglio equipaggiati.

Tutta questa serie di iniziative dovrebbero contribuire a migliorare la visibilità del campionato ma è chiaro che le apparecchiature tecniche messe a disposizione andranno usate in momenti in cui la luce naturale è del tutto assente ed anche quando le abitazioni circostanti gli impianti avranno spento ogni fonte d’illuminazione.
Il nuovo orario d’inizio delle gare è stato quindi stabilito per le ore 4,00 del mattino, anche per non scontentare i tifosi lavoratori (ormai pochi per la verità, ma sempre degni di rispetto).

A contorno di ciò le società stanno studiando iniziative collaterali per intrattenere gli spettatori prima e nell’intervallo delle partite. Oltre a montare spilloni appuntiti sugli spalti per evitare che la gente sedendosi possa addormentarsi (vista l’ora……), ci saranno momenti musicali gestiti dalle discoteche della zona che altrimenti potrebbero incazzarsi per il calo drastico dei clienti. Non mancherà il karaoke e nemmeno una sacrosanta tombola con in palio un abbonamento a Sky per le partite di Juventus, Milan e Inter. Nei bar dello stadio verranno vendute solo grappe ad alta gradazione per evitare casi di congelamento. Ogni società potrà poi integrare le manifestazioni collaterali chiamando a raccolta gli elementi più rappresentativi del folklore locale.

Infatti sia perché allo stadio non vanno solo giovani sia per vendere bene il prodotto città-squadra, il Cesena ha già contattato le migliori orchestre di liscio romagnolo nonchè gli scarriolanti, gli sciucaren e i parenti del Passatore.

A Verona ad esempio rappresenteranno Romeo e Giulietta, a Venezia si terranno gare in gondola con le maschere di carnevale, a Catania spettacoli pirotecnici con lancio di lapilli dell’Etna.

Insomma finalmente si coniugheranno in un caleidoscopio altamente accattivante, sport, spettacolo, folklore e cultura. Anche la serie B vuole adeguarsi all’era dell’interattività, dell’elettronica, della tecnologia.

E la novità più grossa è ancora in fase di studio. Sembra che tra pochi anni gli spettatori verranno sostituiti da manichini robotizzati collegati ad una centrale di supervisione. Questo permetterà stadi sempre pieni anche se non ci sarà incasso, ma tanto i soldi li danno le TV. E consentirà alla centrale di fare applaudire o esultare o fischiare tutti i manichini contemporaneamente con un semplice clic. La gente invece guarderà le partite da casa pagando convenienti abbonamenti alle pay-tv. In tale maniera verrà stroncato definitivamente il fenomeno della violenza negli stadi. Questi ultimi rimarranno aperti in tutti gli orari tranne quelli delle partite e chi vorrà visitarli pagherà un biglietto come si fa per i siti archeologici.

Inutile protestare: il futuro non si può fermare per qualche vecchio nostalgico.
 
A cura di - ZORRO -