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Se il Presidente del Cesena Calcio Igor Campedelli ha ritenuto opportuno indire una conferenza stampa per le presunte azioni di due miseri (in ogni senso) personaggi contro la dirigenza e il CesenaStore, ci sembra doveroso rivolgerci noi stessi ai media quando ad essere allo stesso modo offesa e minacciata è stata la dignità di tutta una città a causa del gesto aggressivo e fin troppo risoluto della stessa società A.C. Cesena. 

Come esponenti di un coro eterogeneo di Tifo della rete, comprendente giovani e meno giovani, tesserati e non tesserati, abbonati e non, Tifosi di curva, gradinata, tribuna, fino ai bianconeri residenti all'estero, oggi restiamo semplicemente allibiti di fronte a quanto dichiarato lunedì 21 febbraio dal Presidente Campedelli. 

Restiamo allibiti di fronte a toni così violenti e poco lusinghieri nei confronti di una città che non può assolutamente tollerare di essere messa in discussione per le azioni di due individui; restiamo allibiti di fronte ad un Presidente che sembra perdere la propria memoria e la propria riconoscenza ad una città che ha sempre risposto in massa alle chiamate del Cesena Calcio. 
Restiamo allibiti davanti alle evidenti allusioni di progetti di guerriglia da parte del Tifo organizzato, un'accusa gravissima e priva di prove a supporto, che sfrutta poco elegantemente l'impossibilità di prendere provvedimenti giuridici da parte dei destinatari. 

Se il Cesena ha raggiunto risultati negli ultimi anni, deve indubbiamente tanto ad Igor Campedelli. Ma Igor Campedelli forse dimentica che anche la dirigenza deve tanto ai Tifosi e alla città di Cesena, che oggi sono stati al contrario sacrificati sull'altare della rabbia, del livore e di una stigmatizzazione mediatica che con il dichiarato scopo di colpire pochi ha messo viceversa, in cattiva luce tutti quanti. 
Sono totali, da parte nostra, il rifiuto e la condanna di atteggiamenti violenti da parte dei gruppi quanto dei singoli; ma allo stesso modo non crediamo corrette minacce di guerra preventiva, e non permettiamo alla parte (presunta) lesa di gettare liberamente fango sulla dignità di una città. 

Su una cosa siamo pienamente in accordo con Igor Campedelli: questa non è Cesena; conferenze stampa minacciose, l'utilizzo e la strumentalizzazione della passione di un'intera regione per dettare la propria legge e tenere in scacco fantomatici nemici. 
No, Presidente, tra urla, sfide, minacce e tanti cattivi pensieri, questa non è assolutamente Cesena, e crediamo che lei possa e debba fermarsi, riflettere, ed ammettere di aver ampiamente esagerato. Speriamo vivamente che Lei possa cogliere con serenità il senso di queste righe, prendendoVi spunto per riavvicinare quella ampia fetta di Tifo incolpevole di qualsivoglia comportamento negativo, che Lei ha indiscriminatamente attaccato e minacciato. 
Perchè 70 anni di storia, che sono molto più dello zero da Lei dichiarato, non meritano certe vicende. 

Lo staff di Cesenainbolgia