Rubriche - Il calcio nel sedere

 

Negli ultimi tempi nell’ambiente cesenate circola una voce alquanto simpatica e su cui si discute non senza accenti seriosi. Il più famoso mezzobusto televisivo nostrano (mezzobusto nella sua interezza, non perché inquadrato parzialmente dalle telecamere) Luciano Poggi va dicendo che il Cesena è la Juventus della serie C.
Non appena l’affermazione si è diffusa per la Romagna sono arrivati puntuali i commenti. Tralasciando il grande partito degli anti-juventini che subito sono rimasti disgustati dal paragone ed omettendo pure coloro che non amano l’ossigenato anchor-man di Erreuno TV (Passato ora a Teleromagna), occorre dire che la sparata non sembra azzardata.
Pensiamoci bene. Potremmo assegnare le stimmate di madama ad un club con maglia rossonera ed un passato senza troppi squilli ?
Credo che, senza offesa, la Lucchese debba star fuori dalle papabili.
Bacino d’utenza e palmares indurrebbero a prendere la via di Padova. Del Piero è un prodotto del vivaio patavino e la città euganea ha un’aura che richiama l'atmosfera della città sabauda, nebbia inclusa. Ma le tante vicissitudini societarie, il percorso altalenante e le maglie biancorosse ci portano lontano dalla continuità di risultati e di conduzione familiare della Juve.
Il Pisa ha le maglie nerazzurre e l’abitudine a perdere le partite decisive dei play off: ciò significa che il parallelo più calzante è con l’Inter.
La Reggiana ha fatto tre soli anni di serie A nella sua storia di cui uno regalatole dalla generosità del Milan.
La Spal è scomparsa da secoli dal calcio che conta e nulla fa presagire un celere rilancio.
Lo Spezia è da secoli impantanato in serie C.
Rimane il Cesena.

Ma soprattutto ci sono tanti, troppi elementi che inducono a sottoscrivere l’affermazione di Poggi. Come a Torino anche qua è da sempre una famiglia a detenere le leve del comando. Facile il parallelo coi colori, bianconeri per tutti e due. Poi i giocatori: nella Juve c’è il talentuoso Miccoli, nel Cesena il talentuoso Piccoli. Le società: la Juve è quotata in borsa, il Cesena è quotato al monte dei pegni. L’allenatore Marcello Lippi è un ex cesenate. Un’altra prova si è aggiunta quando all’arrivo di Pestrin Castori ha sentenziato che era arrivato il Davids del Cesena. Ed infine la dimostrazione più grande ed indiscutibile: nella Juventus c’è Luciano Moggi. A Cesena abbiamo invece Luciano Poggi. La differenza è lievissima, quasi impercettibile, praticamente un dettaglio. Ed entrambi hanno a che fare con Lucio. Moggi vuole portare a Torino Lucio del Bayer Leverkusen, Poggi ha portato Lucio di Cesenatico al cimitero. Minuscole inezie che non mettono in dubbio la verità poggiana.

Ora che il teorema è dimostrato tutti potrete dire senza timore: “Il Cesena è la Juventus della serie C”.
 
A cura di - ZORRO -