Rubriche - Il calcio nel sedere

 

Un altro boccone amaro nello stomaco da struzzo di Franco Carraro.
Un'altra tegola sulla testa di una federazione uscita con le ossa rotte dalle vicende del caso Catania e da tutto ciò che ne è seguito.

Il TAR (Tribunale Amministrativo Romagnolo) di Roncofreddo ha accolto il reclamo dell’A.C. Montecodruzzo ed ha intimato l’immediata ammissione della società in serie A entro 7 giorni. Si sa che il TAR Romagnolo è un organo autonomo ed inappellabile.
Ricordiamo che il ricorso era stato presentato la settimana scorsa dal presidente Loris Fabbri per una vicenda successa nel 1903. In quell’anno il Montecodruzzo chiese di essere ammesso al campionato italiano di calcio ma la federazione respinse la richiesta perché la squadra non aveva né il campo né le maglie. Il vecchio presidente Olindo Fabbri, nonno dell’attuale, aveva mandato una lettera in F.I.G.C. in cui designava lo stadio (il cortile della parrocchia) e proclamava che i suoi ragazzi avrebbero giocato a torso nudo con i numeri disegnati sulla schiena col carboncino.
Per i soliti disguidi postali (già allora l’andazzo era quello……) la missiva non arrivò mai a destinazione.
Olindo Fabbri era un agricoltore, un uomo pieno d’iniziativa ma privo di cultura. Pensò che il silenzio della federcalcio significasse mancato accoglimento delle sue istanze.
Il TAR di Roncofreddo ha invece accertato che il ricorso era corretto e che, se giunto a destinazione, avrebbe ammesso il Montecodruzzo al campionato.
I legali della F.I.G.C. hanno subito replicato che il TAR Romagnolo non è abilitato a prendere decisioni in materia sportiva, ma nel decreto anti-TAR approvato quest’estate non si fa menzione della Romagna.

Carraro è indignato. Ritiene scandaloso che per un errore delle poste nel 1903 si debba decidere oggi, a 100 anni di distanza, quando tutto è cambiato tranne la sua presenza al vertice dello sport italiano. Anche la Lega ci vuol veder chiaro. Galliani ha detto che spaccherà il capello (di chi ?) in quattro pur di venire a capo della vicenda.

Intanto si profilano ricorsi da tutte le squadre esistite in Italia dal 1903 ad oggi: senza il Montecodruzzo tutti i campionati erano falsati. Il TAR è però stato perentorio, vuole l’ammissione in serie A senza se e senza ma.

Alla notizia G. Lugaresi ha proposto al presidente Fabbri di operare una fusione: i bianconeri metterebbero stadio e organizzazione, il Montecodruzzo il titolo sportivo. Fabbri ha detto che la cosa può interessare ed ha chiesto 10 milioni di Euro.

Lugaresi ha accettato: “Vuole 10 milioni di Euro ? Li avrà. Di debiti”.
 
A cura di - ZORRO -