Rubriche - Il punto di due punti

CORRADO BENEDETTI DAY 27/03/02
Il ritorno da avversario di Corrado Benedetti, pompato sui giornali come se si trattasse del ritorno di Ulisse a Itaca, o piuttosto di un Ritorno al Futuro, non lasciava presagire nulla di buono per il Cesena. La fantasia popolare, solleticata come sempre dall’eventualità di manovre oscure, alla vigilia di Cesena-Pisa si è sbizzarrita al riguardo: Lugaresi a Benedetti gli regala un punto, si sono già messi d’accordo, e via congetturando. Sospetti che al termine della gara si sono trasformati in certezze, dividendo il pubblico del Manuzzi in due principali fazioni: i venali e i romantici. I primi, a parlare di partita venduta; i secondi, più inclini a considerare la benevolenza di Zio Edmeo e a buttarla sul valore del vincolo famigliare, forti del fatto che per il presidente Corrado è come un figlio.
Una terza corrente di pensiero giustifica invece la sconfitta del Cesena in chiave tecnico-tattica. I colloqui di Benedetti con i giocatori bianconeri a inizio stagione, volti a sondare caratteristiche e preferenze di modulo, se non hanno sortito l’effetto sperato, cioè una congiura contro De Vecchi, hanno comunque offerto al mister di San Vittore le chiavi per battere il Cesena. Solo così si spiega il fatto che il Pisa si sia preso la bellezza di sei punti su sei nei confronti diretti.
Infine c’è chi pensa che il Cesena domenica abbia perso solo perché ha giocato male, che Cesena-Pisa è stata una partita come tante altre viste al Manuzzi, e che se è capitato a Benedetti di batterci in casa, è stato per caso, o che magari il suo Pisa ha approfittato del fatto che i bianconeri, reduci da alcuni risultati favorevoli, si erano convinti che l’ingresso ai playoff fosse ormai una formalità.
Comunque sia andata, domenica si è celebrato il Benedetti Day, senz’altro pregustato dal mister, vista la sua calcolata esibizione a fine gara. Il misurato Corrado, in mezo al campo, si era mai cimentato in un’esultanza così teatrale? Lo si era mai visto saltare come una cavalletta in grembo a Gadda o Agostini, scortare i giocatori in tuffo sotto la curva (in questo caso, la stessa che ha mandato a quel paese quella del Cesena per novanta minuti), e sotto la curva caricare i tifosi fin quasi a strapparsi il giubbotto di dosso? Una buccia di banana sulla pista di atletica, un urto contro un cartello pubblicitario, e il Benedetti non avrebbe avuto nulla da invidiare al Malesani di Verona-Chievo 4-3. Ma se nel caso di Malesani, quel gesto fu dovuto a una frustrazione covata per settimane e alla personalità un po’ infantile ed egocentrica di un ottimo allenatore, nel caso di Benedetti, si è trattato di un segnale alla tribuna e alla piazza: guardate qua gente, ecco un allenatore con le palle; notate prego che razza di feeling con i giocatori e i tifosi, e ricordatevi di queste scene prima di scegliere il prossimo allenatore giusto per il Cesena. Un’esibizione, a dire la verità, poco apprezzata dai tifosi bianconeri, i quali, con gli zebedei già girati di loro, hanno riservato a Corrado una bordata di fischi.
A proposito dell’allenatore giusto per il Cesena, dalla tribuna domenica pomeriggio si avvertivano insoliti spifferi. Il pensiero più intimo di Edmeo Lugaresi è come si sa imponderabile, almeno quanto lo è quello di ogni femmina di cui siamo o siamo stati segretamente invaghiti; ma chi osserva da anni il patron, sa far tesoro dei suoi gesti e disegnare, sulla base di quelli, scenari futuri. Quando un allenatore comincia a essere un po’ meno giusto, per esempio, il presidente abbandona la tribuna in fretta e più scuro in volto del solito; se poi il presidente comincia a lasciarsi andare pubblicamente a rilievi tecnici, ad appunti critici, o a lamentarsi perché il tal giocatore non ha giocato o il tal altro è stato tolto dal campo, allora il didietro del mister comincia a scottare. E le malauguranti lamentazioni del presidente hanno già preso corpo sulle pagine dei giornali. In bocca al lupo, Agatino, e di’ ai ragazzi di darci dentro sabato prossimo.
Con questa rubrica, che avrà cadenza settimanale, ci auguriamo di arricchire un sito già bello di suo. Il titolo, Il Punto di Due Punti, non vuol dire nulla: è solo un’assonanza con il titolo una raccolta di racconti in napoletano del 1600, Lo Cunto de li’ Cunti di Giambattista Basile, poeta, novelliere, soldato al servizio della Repubblica di Venezia. Chi arriverà in fondo al pezzo, potrà leggere una citazione pescata dalla letteratura universale, preferibilmente volgare, murale, erotica o aneddottica. Infine, la firma cambierà spesso, a seconda dell’argomento trattato o del caso.
Càpitan Sensibòl
(Fregatene del copyright: se vuoi, stampa, fotocopia, diffondi questo articolo)
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“Avanti ragazzi, ci sono indiani per tutti.”
(Le ultime parole del generale Custer)
S. Sieni, QN, 5/3/2002

Il ritorno da avversario di Corrado Benedetti, pompato sui giornali come se si trattasse del ritorno di Ulisse a Itaca, o piuttosto di un Ritorno al Futuro, non lasciava presagire nulla di buono per il Cesena. La fantasia popolare, solleticata come sempre dall’eventualità di manovre oscure, alla vigilia di Cesena-Pisa si è sbizzarrita al riguardo: Lugaresi a Benedetti gli regala un punto, si sono già messi d’accordo, e via congetturando. Sospetti che al termine della gara si sono trasformati in certezze, dividendo il pubblico del Manuzzi in due principali fazioni: i venali e i romantici. I primi, a parlare di partita venduta; i secondi, più inclini a considerare la benevolenza di Zio Edmeo e a buttarla sul valore del vincolo famigliare, forti del fatto che per il presidente Corrado è come un figlio.

 

Una terza corrente di pensiero giustifica invece la sconfitta del Cesena in chiave tecnico-tattica. I colloqui di Benedetti con i giocatori bianconeri a inizio stagione, volti a sondare caratteristiche e preferenze di modulo, se non hanno sortito l’effetto sperato, cioè una congiura contro De Vecchi, hanno comunque offerto al mister di San Vittore le chiavi per battere il Cesena. Solo così si spiega il fatto che il Pisa si sia preso la bellezza di sei punti su sei nei confronti diretti.

 

Infine c’è chi pensa che il Cesena domenica abbia perso solo perché ha giocato male, che Cesena-Pisa è stata una partita come tante altre viste al Manuzzi, e che se è capitato a Benedetti di batterci in casa, è stato per caso, o che magari il suo Pisa ha approfittato del fatto che i bianconeri, reduci da alcuni risultati favorevoli, si erano convinti che l’ingresso ai playoff fosse ormai una formalità.

 

Comunque sia andata, domenica si è celebrato il Benedetti Day, senz’altro pregustato dal mister, vista la sua calcolata esibizione a fine gara. Il misurato Corrado, in mezo al campo, si era mai cimentato in un’esultanza così teatrale? Lo si era mai visto saltare come una cavalletta in grembo a Gadda o Agostini, scortare i giocatori in tuffo sotto la curva (in questo caso, la stessa che ha mandato a quel paese quella del Cesena per novanta minuti), e sotto la curva caricare i tifosi fin quasi a strapparsi il giubbotto di dosso? Una buccia di banana sulla pista di atletica, un urto contro un cartello pubblicitario, e il Benedetti non avrebbe avuto nulla da invidiare al Malesani di Verona-Chievo 4-3. Ma se nel caso di Malesani, quel gesto fu dovuto a una frustrazione covata per settimane e alla personalità un po’ infantile ed egocentrica di un ottimo allenatore, nel caso di Benedetti, si è trattato di un segnale alla tribuna e alla piazza: guardate qua gente, ecco un allenatore con le palle; notate prego che razza di feeling con i giocatori e i tifosi, e ricordatevi di queste scene prima di scegliere il prossimo allenatore giusto per il Cesena. Un’esibizione, a dire la verità, poco apprezzata dai tifosi bianconeri, i quali, con gli zebedei già girati di loro, hanno riservato a Corrado una bordata di fischi.

 

A proposito dell’allenatore giusto per il Cesena, dalla tribuna domenica pomeriggio si avvertivano insoliti spifferi. Il pensiero più intimo di Edmeo Lugaresi è come si sa imponderabile, almeno quanto lo è quello di ogni femmina di cui siamo o siamo stati segretamente invaghiti; ma chi osserva da anni il patron, sa far tesoro dei suoi gesti e disegnare, sulla base di quelli, scenari futuri. Quando un allenatore comincia a essere un po’ meno giusto, per esempio, il presidente abbandona la tribuna in fretta e più scuro in volto del solito; se poi il presidente comincia a lasciarsi andare pubblicamente a rilievi tecnici, ad appunti critici, o a lamentarsi perché il tal giocatore non ha giocato o il tal altro è stato tolto dal campo, allora il didietro del mister comincia a scottare. E le malauguranti lamentazioni del presidente hanno già preso corpo sulle pagine dei giornali. In bocca al lupo, Agatino, e di’ ai ragazzi di darci dentro sabato prossimo.

 

Con questa rubrica, che avrà cadenza settimanale, ci auguriamo di arricchire un sito già bello di suo. Il titolo, Il Punto di Due Punti, non vuol dire nulla: è solo un’assonanza con il titolo una raccolta di racconti in napoletano del 1600, Lo Cunto de li’ Cunti di Giambattista Basile, poeta, novelliere, soldato al servizio della Repubblica di Venezia. Chi arriverà in fondo al pezzo, potrà leggere una citazione pescata dalla letteratura universale, preferibilmente volgare, murale, erotica o aneddottica. Infine, la firma cambierà spesso, a seconda dell’argomento trattato o del caso.

 

 

 

Càpitan Sensibòl 27/03/02

 

(Fregatene del copyright: se vuoi, stampa, fotocopia, diffondi questo articolo)

 

 

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“Avanti ragazzi, ci sono indiani per tutti.”


(Le ultime parole del generale Custer)


S. Sieni, QN, 5/3/2002