Rubriche - Il punto di due punti

Resistere, resistere, resistere. Prendo a prestito lo slogan-appello della sinistra postborrelliana e neogirotondina, lanciato su Micromega all'epoca dell'insediamento a Palazzo Chigi del governo Berlusconi, per adattarlo al Cesena, che, senza i suoi uomini di maggior tecnica, esperienza e personalità (su tutti Bettoni, Luppi, Vasari), e considerata la mancanza di gioco quale suo elemento innato (Lugaresi docet), non convince e perde terreno.
I guai per i bianconeri, dopo una partenza sprint che solo la beffa di Leffe ha appena frenato (sarebbero stati quindici punti nelle prime cinque partite) cominciano con la doppia assenza (Arezzo e Pro Patria) di Myrtaj e proseguono con le defezioni, per infortuni o squalifiche e per periodi più o meno lunghi, di Bettoni, Luppi, Chiaretti, Groppi, Piccoli, Confalone, ancora Luppi, Vasari e Biondini, per una media di almeno quattro pedine fondamentali regalate agli avversari in ogni partita.

Nonostante le gravi menomazioni, dalla gara interna con l'Arezzo in poi il Cesena ha finora raccolto tre vittorie (tutte in casa), tre pareggi e due sconfitte. Una media da centroclassifica che ci premia oltre misura per il gioco espresso e per le formazioni schierate (abbondante spazio a giovanissimi come Vitiello, Rea, Bernacci e Denis e a seconde linee come Fiore, Biserni e, ahinoi, Damiani), ma che ci ha consentito, grazie al fieno messo in cascina nelle prime giornate e grazie ad avversarie dirette tutt'altro che fenomenali, di rimanere a contatto con la testa della classifica.

Se siamo ancora lì, nella sfortuna delle ripetute assenze (francamente non ricordo un anno peggiore di questo), è perché ci è andata di lusso in almeno due partite, e cioè a Reggio Emilia e in casa col Prato - ma mettiamoci anche la trasferta di Ferrara -, partite grazie alle quali abbiamo certamente compensato i due punti persi a Leffe.

Ora, visto che soltanto a gennaio avremo recuperato tutti gli infortunati, e confidando nel fatto che gli astri saranno più clementi con i muscoli e le caviglie dei nostri giocatori, bisogna assolutamente terminare il girone d'andata senza perdere di vista le prime due, evitando di farsi raggiungere dalle squadre che seguono. (Dunque: resistere, resistere, resistere, in attesa di rinforzi e di tempi migliori.)

Questo, tradotto in punti, significa porsi l'obiettivo di minimo di girare la boa a trenta o a trentuno, poiché se così sarà il Treviso (Lucchese e Alzano fuori; Reggiana e Cesena in casa) e l'Albinoleffe (Prato e Spal in casa; Padova e Lumezzane fuori) verosimilmente non si allontaneranno. Ma questo a sua volta significa che nell'ultima a Treviso si dovrà strappare un punto (possibile) e che una gara, tra le prossime quattro, la si dovrà vincere (più difficile).

Sarebbe bene che la vittoria arrivasse proprio domenica in casa con il Lumezzane, perché a Pisa, a Treviso e al Manuzzi con lo Spezia la vedo più dura; ma per vincere con una squadra che si è rilanciata nelle ultime gare, tradizionalmente forte sulle corsie esterne, si deve rischiare. Auspico, detta schietta, di non vedere Damiani in campo dal primo minuto, e il sacrificio di un maturo e generoso Chiaretti, con la fascia da capitano, all'ala destra. Come prima punta, davanti a Myrtaj, Bernacci (o Denis), e Fiore e Confalone in mezzo. A sinistra, ovviamente, Piccoli. (Ma tocchiamoci sotto, sperando che in settimana non si faccia male qualcuno.)

Insomma: resistere, resistere, resistere.

 

Marco – cesenainbolgia 26/11/2002

 

 
 

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Tre ricercatori italiani hano misurato il pene di 3.300 giovani nati nel 1980. Lunghezza media: nove centimetri a riposo; 12,5 in trazione.

Panorama, 31/10/02

 

Secondo l'americano Kinsey Institute of Research, il pene più piccolo mai registrato e perfettamente funzionante misurava un centimetro e mezzo.

L'Espresso, 13/06/02

 

L'amore è un atto senza importanza, perché lo si può replicare all'infinito.

Alfred Jarry, Il supermaschio