Rubriche - Il Puntello


Nella penuria giornalistica di questa estate, che ci fa sospettare che anche nelle redazioni meno leccacule ci sia rassegnati alla Lugaresite vita natural durante, la sola cosa che resta è prefigurare scenari immaginifici fatti di grandi auspici per il torneo che verrà: e giù a fantasticare sulla gladiatoria possenza di Pestrin a centrocampo, sulle dirompenti discese dell'Intercity Ambrogioni sulla fascia destra, sulle spericolate incursioni fuori area del portiere-libero Indiveri, per non dire degli improvvisi, travolgenti tagli da sinistra verso il centro dell'indomito capitan Chiaretti (difese avversarie, con Chiaretti a sinistra sono cazzi vostri! ;-)))).
Sembra insomma che si sia tornati a tre anni fa, all'epoca della seconda retrocessione in C1, quando, a fronte di una piazza sempre più sconcertata, avvilita e legittimamente preoccupata per il futuro, Roberto Chiesa sul Corriere scriveva che i tifosi, smaltita la delusione per la retrocessione, benché indignati per il caso Ravenna (già, indignati per il caso Ravenna, mica per come gli insopportabili Lugaresi stavano - e stanno - pian piano impoverendo il Cesena), erano pronti "a ripartire in Ferrari col Tazzio".

Dopo i timidi sussulti degli ultimi due anni - giunti soprattutto dallo stesso Corriere, più disposto ad azzardare riflessioni non banali, a prefigurare scenari futuri, a indagare sulla struttura societaria e sui rapporti interni a una società che sembra un circo Barnum, tra padri, figli, cugini, amici, nipoti e azioni che sono pochissime ma valgono tantissimo - dopo quei sussulti ora non se la sente più nessuno di scrivere. E quando non si ha voglia di scrivere non resta che vivere in un mondo parallelo dove tutto è bello e dove la cosa più semplice da fare è titillare i sogni dei tifosi, sempre ben disposti, a dire il vero, a lasciarsi andare a pensieri piacevoli e immaginare una squadra da primato (Bocchini in profondità a Pestrin, Pestrin largo per Piccoli a sinistra, sovrapposizione di Groppi, cross dal fondo, Cavalli di testa, GOL!!!).

Come tre anni fa, appunto. Quando il Corriere celebrò il primo acquisto del Cesena di Tazzioli: un giovanotto di 24 anni dipinto come un jolly difensivo e di centrocampo, utilizzabile con successo anche sulle fasce. Era l'uomo del mister, e aveva seguito Tazzioli a Cesena nonostante il corteggiamento di squadre di categoria superiore (prima fra tutte il Lecce), a dimostrazione del fatto che sul suo conto non ci si poteva sbagliare. La pagina, corredata da una grande foto del jolly che sprizzava salute e buonumore, non mancava di descrivere un Edmeo Lugaresi (sul cui fiuto da segugio per i talenti nessuno - chissa perché - ha mai dubitato) estasiato nell'ammirare quel ragazzone sorridente, per il quale il vecchio presidente provava, così disse, una simpatia e una fiducia istintiva. Quel ragazzone sorridente, per chi non l'avesse capito, era Fabrizio Stringardi.

Una stella di agosto.

Agosto. Il solo mese in cui ai tifosi bianconeri (almeno ai più fantasiosi) è concesso sognare.

 

Marco – cesenainbolgia  07/08/03