Rubriche - Il Puntello

Le voci sul destino di Pozzi mi portano a considerare quanti talenti usciti dal vivaio del Cesena oggi giocano lontano da qui e in categorie superiori, e a immaginare (anzi a sognare!) una formazione allestita con questi giocatori. La migliore che mi viene in mente è composta da Fontana, Olivi, Tamburini, Piangerelli, C. Teodorani, Rivalta, Campedelli, Ambrosini, Comandini, Salvetti e Graffiedi. Se vi aggiungiamo i vari Santarelli, A. Teodorani, Biondini, Pozzi, Bernacci, Piccoli, Rea, Biserni, Confalone ecc., avremmo una rosa che, a star con i piedi per terra, potrebbe essere all'altezza delle migliori squadre di B.
Ma ancor più interessante è considerare quali altri club italiani, composti solo da giocatori cresciuti nelle proprie giovanili, supererebbero questo Cesena "fatto in casa" . Ebbene, il Cesena si giocherebbe lo scudetto con una manciata di squadre: Milan, Roma, Bari, Napoli e Atalanta. Non sto sparando a caso: lo stabilì tre anni fa un'inchiesta della Federcalcio, che stilò una speciale classifica sulla base dei giocatori lanciati nel calcio che conta (in Europa siamo al cinquantesimo posto; primo club in assoluto è il Real Madrid).

Questo dato, lo dico subito, ha su di me un effetto urticante. Perché non mi frega niente di vantare un grande settore giovanile, se poi mi tocca vedere per anni dello schifo, prima in serie B, e poi perfino in C. Anzi, questo dato è una vergogna, per noi, e una conferma, se ce ne fosse bisogno, della mentalità sparagnina, grigia e perdente del "simpatico" (a detta di alcuni) Edmeo Lugaresi, e del fatto che negli ultimi 10-15 anni è stato scialacquato un capitale sportivo che poche altre società hanno avuto la fortuna di gestire.

A fronte di questo capitale, qua abbiamo visto solo dei mezzi giocatori, del non-calcio e delle retrocessioni (memorabile un corsivo del Corriere l'indomani della seconda discesa in C, che sottolineava la contraddizione fra i nostri insuccessi sportivi e il fatto di vedere tanti giocatori del nostro vivaio "far sfracelli in giro"). Come se non bastasse, due estati fa abbiamo appreso che il Cesena non lo voleva comprare nessuno perché era pieno di debiti.

Purtroppo per i tifosi del Cesena, il vivaio di Lugaresi è sempre stato come il vivaio di Amadori: si ingrassa pollame da vendere per le tavole di altre famiglie. I vari Pozzi sono donnine esposte in vetrina. "Venghino siori venghino!". Gioielli venduti in cambio di specchietti colorati, secondo la mentalità dell'ovetto oggi, cioè della mancanza d'ambizione di una famiglia che nel calcio da tempo non ha più niente da dire e che, però, è ancora lì.

Giorgio Lugaresi afferma che l'A.C. Cesena deve vendere i giovani. No, l'A.C. Cesena deve far vedere del calcio ai tifosi romagnoli. Speriamo che, presi i soldi per Pozzi, si tolgano dalle palle.

 

Marco – cesenainbolgia 12/12/2003