Rubriche - Il Puntello

Puoi ritrovarti su un letto a rotolarti con una bella figa, puoi pure provare a salirci sopra se ti ricordi come si fa, ma se l'uccello non tira, non tira. E'avvilente e frustrante, eppure è la sorte del Cesena. L'impotenza. Tanto vale tirarle su sane e attraenti, le ragazze, e lasciarle godere agli altri (dietro lauto compenso). E visto che a Edmeo Lugaresi l'uccello smise di tirare quasi del tutto 15 anni fa, visto che quello di suo figlio no n ha mai dato segno di vita, è da un bel po'che siamo costretti a vedere godere gli altri e a vedere i Lugaresi costruirsi la villa, a comprarsi l'auto di lusso, a elemosinare giocatori e quattrini.
Non entro nel merito dell'affare Pozzi, che ha una sua logica, pieno di debiti come è l'A.C. Cesena, se non per dire che indispettisce solo in quanto rappresenta l'ultimo limpido esempio del Good Old Lugaresi Style, quello che da Ambrosini in poi (cioè da quando il cazzo bianconero chiuse ogni rapporto con la figa) induce i dirigenti a tentare di vendere i giovani più promettenti dopo qualche centinaia di minuti giocati.

L'impotenza sessuale non coglie solo il Cesena, ma anche l'informazione sportiva locale, della quale vale la pena sottolineare ancora una volta non tanto la grettezza, quanto l'inutilità. Se qualche anno fa ne denunciavamo l'atteggiamento sottomesso, oggi, che non c'è più Edmeo e che la famiglia Lugaresi non conta più nulla, non possiamo certo immaginare i giornalisti genuflessi al cospetto di Cip & Ciop.

Le colonne sportive dei nostri quotidiani sono, semplicemente, un fiume in piena di banalità, di conformismo, di quieto vivere, di indolenza stampata nero su bianco, di grigiore e mediocrità. Metta un dito qui sotto chi legge quelle colonne con gusto e interesse. E se nutrite dubbi al riguardo, prendetevi la briga di recarvi alla Biblioteca Malatestiana, richiedere le ultime due o tre annate di Carlino, Corriere e Voce, e sfogliarne le pagine sportive: avrete così una misura dell'aria fritta e della noia che generano e di quanto tempo continuate a sprecare, ogni giorno, per leggerli.

A chi ancora tira il cazzo è la Curva Mare. Peccato che lo usi male, infilandolo nei buchi sbagliati, prestando il fianco ai tristi Soloni dell'informazione e alla loro attuale linea "scurdammoce o passato, simme a napule paisà". Ed ecco che l'esposizione di striscioni sarcastici e ostili a Lugaresi offre l'occasione di incensare Giorgio, proposto nella sua nuova immagine di salvatore della patria (proprio lui che è la nostra vera sciagura, in quanto" persona giusta" - per suo padre - a guidare il Cesena).

L'errore della Curva è di non considerare gli effetti delle sue iniziative. Troppo facile oggi apparire retorici, fuori luogo, inclini al conformismo. L'argomento forte di Lugaresi e Manuzzi, infatti, è: "Tutte le curve protestano all'indirizzo delle dirigenze". Qui ci vuole un salto di qualità. Coerentemente con il messaggio di quest'anno ("Meglio l'Eccellenza di questa dirigenza") prima o poi l'insofferenza verso l'ultraventennale gestione Lugaresi deve assumere i contorni civilissimi, non violenti, non volgari, del Silenzio. Un silenzio che valga non come uno scontato sciopero del tifo, ma come un prolungato "raccoglimento" per il Cesena che c'era, e che non c'è più.

Non tema, la Curva, l'apparente isolamento del post Cesena-Cittadella: tutto il cancan a mezzo stampa si sgonfierà subito. Anzi, è la Curva che deve isolare gli impotenti - i Lugaresi, i giornalisti, Giulio Benedetti e pseudotifosi vari - evitando di reagire a qualsiasi provocazione o sollecitazione.

Nei 90 minuti di gioco è sempre lei che la fa da padrona. E al cospetto del suo silenzioso, civile "raccoglimento", i quaquaraquà avranno ben pochi argomenti, e resterà solo l'argomento vero, centrale, fondamentale: quello che riguarda la totale, perdurante inadeguatezza di questa società a guidare il Cesena.

 

Marco – cesenainbolgia 12/02/2004