Rubriche - Il Puntello

Si avvicinano i playoff a quasi 20 anni di distanza dallo spareggio promozione contro il Lecce a San Benedetto del Tronto: era l'8 luglio 1987 quando il Cesena fu promosso per la terza e ultima volta in serie A. Da allora abbiamo giocato gli spareggi in altre tre occasioni: il 15 giugno 1994 perdemmo contro il Padova (che andò in A), il 15 e il 18 giugno 2000 perdemmo la doppia sfida contro la Pistoiese (finimmo per la seconda volta in C), l'anno scorso perdemmo contro il Pisa. Gli ultimi due spareggi hanno visto Giorgio Lugaresi nel primo caso amministratore delegato, nel secondo presidente del Cesena . Nel 1994 invece Giorgio era solo la "persona giusta" nella testa di suo padre e - ricordiamolo a beneficio dei tifosi più giovani - fu proprio questa fissazione dinastica di Edmeo Lugaresi ad affossare la nostra squadra negli anni 90, quando la società bianconera sarebbe dovuta passare, per il bene di tutti, nelle mani di altri.
Ma come andrà a finire questa volta? Perderemo per la quarta volta consecutiva la battaglia decisiva nell'arco di dieci anni? Personalmente, suggerirei al presidente Lugaresi di evitare proclami roboanti. Lo dico solo per scaramanzia. Il fatto è che ricordo i suoi proclami alla vigilia della seconda finale salvezza, quando Giorgio, dopo avere esonerato Nicoletti in seguito al 3 a 1 rimediato in Toscana, annunciò che in casa avremmo travolto la Pistoiese come un carro armato sommergendola di gol. Anche l'anno scorso Giorgio si sbilanciò in dichiarazioni trionfalistiche prima della semifinale col Pisa, come se fossimo già in B prima ancora di giocare.

Ora, anche chi non ha letto Von Clausewitz conosce l'importanza dell'elemento morale in battaglia: lo spirito rivoluzionario sovietico ebbe una spinta decisiva dalla prefigurazione "scientifica" della vittoria del proletariato nella lotta per il possesso dei mezzi di produzione, mentre i jihadisti sono sorretti dalla convinzione che verrà il giorno in cui dalla faccia della Terra sparirà l'ultimo infedele.

E' insomma comprensibile, legittimo, strategico caricare a molla l'ambiente testimoniando profeticamente l'inevitabilità della vittoria finale. Peccato però che, dopo le sparate del presidente, per due volte di fila ce lo siamo presi in quel posto. Non vorrei insomma che qualora Giorgio si lanciasse in proclami come nei casi in questione, e qualora dovessimo perdere di nuovo, si affacciasse l'ipotesi che abbiamo un presidente che porta sfiga. Un presidente che "gufa", per capirci.

Quello che Giorgio dovrebbe fare, è spendersi per portare allo stadio, in casa e fuori, quanta più gente possibile, e annunciare che, in caso di promozione in B, si moltiplicheranno i suoi sforzi per rendere sempre più centrale e significativa la presenza delle forze imprenditoriali nell'A.C. Cesena, in modo da garantire alla nostra squadra quel futuro che i Lugaresi, come lui stesso con un'apprezzata sincerità ha più volte ammesso, non possono darle.

 

Marco – cesenainbolgia 10/05/2004