Rubriche - Il Puntello

A volere essere ottimisti per forza, la conclusione della vicenda Castori una coda positiva ce l'ha: il prossimo campionato lo inizieremo con un allenatore che sta là dove deve stare, cioè in panchina. E' un blando conforto, rispetto all'amarezza per la condanna dell'uomo che ci ha riportati non una, ma due volte in B: prima per come ha condotto la squadra nella regular season e gestito a livello nervoso i playoff, affrontati con una carica che Iachini l'anno scorso non seppe trasmettere a giocatori e tifosi; e poi, quando tutto sembrava finito, ossia col pareggio del Lumezzane verso la fine del primo tempo supplementare, "immolandosi" in una rissa che ha avuto, sulla partita, l'effetto di un terremoto psicologico. Senza quell'episodio - quindi senza i due anni a Castori - Lumezzane-Cesena sarebbe finita 1-1 e noi saremmo ancora in C a preoccuparci, a maledire Lugaresi e a invidiare il Rimini per la squadra che sta allestendo. Da questo punto di vista, e abusando di una retorica tardoromantica che pare rimanere viva solo nel calcio, potremmo elevare Castori a "martire".
Infine - e soprattutto - con lui in panchina il prossimo anno avremmo tutti messo la mano sul fuoco scommettendo sulla conquista dell'obiettivo minimo: la salvezza. Adesso quella certezza, invece, si incrina, e ci tocca confidare più che mai nel fiuto di Foschi per la scelta del nuovo allenatore e per un mercato da condurre, come al solito, senza quattrini.

Va però detto che un tifoso del Cesena che gioisce per la sorte del mister c'è: è il prof. Sirri, quel signore che in una lettera a un giornale pochi giorni fa si augurava che il mascalzone fosse duramente punito dalla commissione disciplinare. Sirri è dunque l'uomo del giorno; colui che, mentre società, giornali, tifosi si abbandonano a lamenti e pianti isterici, come se il Cesena fosse vittima di una congiura planetaria, plaude alla salvezza della dignità del calcio - sport immacolato - che ha eliminato una sua pericolosissima pustola.

Forse il prof. è una pecora bianca in un gregge di pecore nere, e magari vede al di là di tutti quanti noi; d'altra parte molti geni della storia umana passarono per tipi bizzarri, per blasfemi e per pazzi, subendo ostracismi e persecuzioni, salvo poi incorrere in venerazioni e beatificazioni postume. Sta di fatto che, oltre ad auspicare la conferma della condanna a Castori, Sirri, saltando di palo in frasca, si augurava anche che il Cesena continuasse a essere guidato da Lugaresi e Manuzzi, dipinti come i soli in grado di farlo. E qui l'ipotesi di avere a che fare con un moderno profeta perde di credibilità. (Tra parentesi, non è una bella pubblicità avere come primo sostenitore una persona che in una sola giornata, con una sola lettera, ha battuto ogni record di impopolarità.) Augurandoci che Giorgio non raccolga alla lettera l'incoraggiamento del professore, limitandosi al ruolo di "grande traghettatore" che gli abbiamo assegnato, si consolida il sospetto che, più che un genio incompreso, il prof. sia un uccello del malaugurio.

Diventando un po' più seri, ora quello che si deve fare, tutti, è smetterla di piangersi addosso e voltare pagina, per preparare nel migliore dei modi, con serenità e convinzione, il prossimo campionato. Il futuro del Cesena è passato da Castori, ed è stato un passaggio molto importante, ma resta, ancora, un futuro da decifrare. Il Cesena quest'anno deve limitarsi a consolidare la categoria, senza troppe velleità, né aspirazioni che non siano quelle di risollevare i conti societari, confidando su un torneo che veicola più denaro grazie a contributi pubblici, televisioni, incassi ai botteghini. E' questa, da quel che è stato lasciato intendere ai tifosi, la condizione imprescindibile affinché il Cavalluccio possa veleggiare verso porti più accoglienti e ripartire per mete più ambiziose. E noi vogliamo credere che, fra due anni, con il Cesena in mano alle imprese più importanti della città, con Rino Foschi presidente, ritroveremo Castori - l'uomo che a quel punto avrà posto un timbro incancellabile sul nostro futuro, spingendoci con la forza, col talento, con la tenacia e, infine, con i cazzotti in serie B, e permettendo in tal modo una vera svolta - ritroveremo Castori, dicevo, sulla panchina bianconera.

 

Marco – cesenainbolgia 17/07/2004