Rubriche - Il calcio nel sedere

Bisogna averli i Maroni. E noi per fortuna li abbiamo. La situazione degli stadi stava prendendo una china pericolosa. La struttura calcio cominciava pericolosamente a mostrare segni di cedimento quando si è messo il primo puntello con Pisanu: per uno con un cognome del genere raddrizzare la torre del football è stato uno scherzo. Poi al nonno che entrava allo stadio dopo anni di assenza è stata dura spiegare che, pur giocando alle 12,30, i tornelli non erano tortelli e il prefiltraggio non serviva per l’olio. Disagio, rabbia, incredulità. Ma finalmente i tormenti potranno avere quiete. L’ultima idea è di quelle destinate a dare una vera svolta in un mondo che non vuole saperne di estirpare le sue vetuste tradizioni.

Torniamo ai Maroni. Non basta più lo struscio, bisogna renderli operativi. Gli spermatozoi sono idee che viaggiano ad alta velocità, magari disastrando il territorio in cui passano e lasciando talvolta frutti indesiderati. Eppure non vorremo mica pensare di arrestare il progresso, di rifilargli un Daspo e rimanere indietro rispetto alla concorrenza. Lo spettatore è un cliente, attratto dal brand, fruitore del merchandising e per il pianeta calcio il business diventerà lo stadio. Vedo già le facce perplesse di quei bacchettoni da curva: “Allo stadio ci siamo sempre andati”. Sì, ma non per fare shopping, per il beauty-center, per la kinder-house, per il brunch, il lunch, l’happy-hour, il gala-dinner e il fast-food. L’impianto va fruito per tutta la settimana, con tutta la famiglia e se vuoi portare il cane ti daranno anche la dog-sitter. Intorno si costruiranno tanti appartamenti con materiali di ultima generazione: case vere per poter guardare dalla finestra ciò che ti accende la passione. Alla prima scossa tellurica cadranno ma la loro forza sta in questo: niente più macerie che ti piovono in testa, solo briciole che ti si infilano dappertutto ma che poi, una volta raccolte, torneranno riutilizzabili come un novello Lego. Tutto questo potrà essere fatto senza particolari problemi di fila o prevendita. La password che ti consentirà di entrare nello stadio dei balocchi ha già un nome, che per quanto suoni sinistro, porta in dote una dignità costruita da anni di onorata presenza sul territorio. La volevano chiamare tessera del tifoso ma se la tua ragazza o il tuo criceto non sono tifosi come potranno apprezzare il mondo delle meraviglie ? L’affiliazione ad un’organizzazione prevede dei rituali, un senso di appartenenza che i colori sociali, troppo dipendenti dall’andamento dei risultati, non possono garantire; la certezza che tu non potrai cambiare idea e tradire o pentirti. Totò Riina, Bernardo Provenzano e tanti altri hanno suggerito un modello da imitare. Il modello inglese va bene dentro lo stadio ma fuori è il modello siciliano che va preso ad esempio. Un modello che da anni funziona splendidamente, fa incassare montagne di danaro, controlla il territorio meglio di chiunque altro e si compenetra nel tessuto sociale in maniera profonda. La tessera del mafioso. Stupido non averci pensato prima. Per il rilascio non occorrono requisiti speciali: è sufficiente un bacio ad un tifoso della stessa squadra davanti a due stewards che fanno da testimoni mentre chi ha la fedina penale sporca potrà lavarla baciando le mani al presidente di Lega o della F.I.G.C. (a scelta). Da quel momento stringi un legame indissolubile con tutto ciò che gravita attorno al calcio e potrai finalmente godere delle innumerevoli facilitazioni connesse. Subito riceverai i primi gadgets in omaggio: una coppola nera, uno scacciapensieri, un block-notes per i pizzini ed un bel kalashnikov di ultima generazione. E allora guarderai con orgoglio quei cialtroni rimasti fuori, che magari si ostinavano a voler vedere la partita urlando, sbraitando, cantando. Loro sono il passato. La tessera del mafioso ti consentirà di ottenere abbonamenti a prezzi stracciati con le pay-tv, di assistere da spettatore ai processi sportivi televisivi e da imputato successivamente prosciolto per prescrizione a quelli penali. Ti sarà permesso accedere ai centri commerciali di Lecce, Torino, Padova, Brescia, eccetera, dando magari un’occhiata alla partita che si sta disputando.

Di più. Potrai allacciarti senza pagare bollette a luce, gas, telefono, costruire una casa abusiva sull’arenile di Pinarella, incaprettare il tuo antipatico vicino di casa, collocare quel rompicoglioni del barista in una colata di cemento, aprire bische clandestine, spacciare droga e intraprendere tante altre rispettabili, anzi onorate, attività. La tessera del mafioso ti eviterà ogni problema al momento di chiedere permessi, licenze, appalti. Amici, con la tessera del mafioso non dovremo avere paura più di nulla: il calcio è davvero cosa nostra !


A cura di - ZORRO -