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Il Puntello

... la nuova rubrica di cesenainbolgia.it che prende il posto del "Punto di due punti".
Marco - Cesenainbolgia

... la nuova rubrica di cesenainbolgia.it che prende il posto del "Punto di due punti".

 

Marco - Cesenainbolgia

Il Puntello

Rubriche - Il Puntello

Mi piacerebbe che, almeno d'estate, le pagine sportive dei giornali locali fossero impiegate per porre domande, sollevare questioni, tentare analisi sulla situazione e sul destino dell'A.C. Cesena. Mi piacerebbe, detto altrimenti, che fossero al servizio del lettore (il quale, nel caso specifico, è un tifoso della squadra bianconera) o che almeno si sforzassero di interessarlo.
Per esempio, vista l'ennesima rivoluzione tecnica all'insegna dell'austerity che si profila, mi piacerebbe che a Giorgio Lugaresi si chiedesse conto delle parole spese un anno fa, quando, con l'arrivo di Iachini, leggevamo di "svolta all'insegna della programmazione" e di "progetto biennale". Oppure, mi piacerebbe che gli si chiedesse se è ancora attuale la questione della cessione della società, e magari, con un anno di ritardo, le ragioni per cui la trattativa con Orogel, Amadori e Technogym non andò in porto. Ancora: gli si potrebbe chiedere quali siano secondo lui gli eventuali ostacoli da rimuovere affinché il "miracolo" possa accadere.

Senza scomodare i Lugaresi e urtare i loro nervi, sempre sulla difensiva (come le loro squadre di calcio), l'indolente e timido redattore potrebbe organizzare una mini inchiesta sull'azionariato diffuso, cercando di scoprire (o comunque di ricordarci o di spiegarci) a cosa serve e a chi serve e dove dovrà portare, interrogando in merito anche le decine di piccoli imprenditori e commercianti romagnoli che hanno consegnato una cinquantina di milioni a testa ai Lugaresi, magari allestendo sul giornale una discussione sul tema, raccogliendo testimonianze sulle motivazioni del loro contributo e sulle loro aspettative, tracciando un bilancio di quella bizzarra esperienza di cui al lettore-tifoso sfugge il fine ultimo (e che viene liquidata con un: "Sèl, iè mat a dé di baiòc a quei che lé!").

Mi piacerebbe, poi, che sul tema della crisi del calcio a Cesena venisse coinvolta, con i giusti argomenti, anche la grande imprenditoria, la quale a più riprese si è dimostrata reattiva e sensibile all'argomento, e magari il sindaco Conti, che ebbe un ruolo da "arbitro" nella trattativa dell'anno scorso. Se proprio tutto questo non fosse possibile, mi piacerebbe almeno leggere un corsivo, un editoriale informato, aggiornato, non banale: qualche squarcio di luce nel buio del futuro che ci aspetta.

Mi piacerebbe insomma aprire il giornale alla pagina destinata al Cesena con l'ansia di leggerla. Invece, come sempre, mi ritrovo ad aprirla per inerzia, senza voglia e interesse, tanto per capire quali notizie di mercato verranno smentite il giorno dopo.

 

Marco – cesenainbolgia, 20/06/2003

 

Albinoleffe e CesenaRonta

Rubriche - Il Puntello

Dopo anni trascorsi a guardare quelli che stanno peggio di noi (The Very Old Lugaresi Style), ormai, per continuare il (poco) consolante esercizio, non resta che raschiare il fondo del barile. Ricordate, tre anni fa, qual era l'argomento preferito dei difensori a oltranza dei Lugaresi? (Da me chiamati: i masochisti). Non lo ricordate? Allora permettetemi di rinfrescarvi la memoria. L'argomento di costoro era: "Guardate che fine ha fatto il Ravenna!".
Ebbene, caro rappresentante dei tifosi Giulio Benedetti (o chi per te), io che molto prima di allora mi convinsi e provai a convincervi che con Lugaresi per il Cesena non c'è futuro, ma solo una lenta agonia, oggi provo un pizzico di piacere nel farti notare che quel Ravenna che fallì, finendo nei dilettanti, oggi ci contende i giocatori: Cesari ce lo ha soffiato, mentre su Bocchini l'abbiamo spuntata solo per lo stretto rapporto che lega il difensore a Castori.

E l'avresti mai detto, Giulio, che in un futuro non troppo lontano il nostro modello di riferimento sarebbe diventato l'AlbinoLeffe? Già, l'AlbinoLeffe: lo ha pubblicamente annunciato poco tempo fa il presidente Giorgio Lugaresi. Il Cesena (il Cesena dei Lugaresi, intendiamoci) secondo Giorgio deve ispirarsi all'AlbinoLeffe, una società nata dalla fusione di due realtà calcistiche, l'Albinese e il Leffe, che come l'Alzano farà uno o due anni in B per poi tornare da dove è venuta. Certo, Giorgio intendeva dire che, come l'AlbinoLeffe, dovremo puntare a un campionato d'avanguardia pur senza il becco d'un quattrino, ma ciò non toglie il dato oggettivo: dai e dai, il Cesena dei Lugaresi è arrivato al punto da avere come riferimento - ripeto - l'AlbinoLeffe.

Con tutto il rispetto per la neopromossa in B, qua ce n'è abbastanza da far rivoltare il Conte Rognoni e Dino Manuzzi nella tomba.

Ma forse l'accostamento all'AlbinoLeffe per Giorgio e Michele non è casuale. Nella loro conduzione scugnizza, costretti a vivere alla jurnata fra collette (azionariato diffuso) e pubblica assistenza (Foschi) per tirare a campare (fin quando?), avranno considerato l'ipotesi di fondersi con una società di calcio da cercarsi attorno a Cesena. Quello che è avvenuto tra Albino e Leffe, insomma, perché non potrebbe avvenire, diciamo, tra Cesena e Ronta? Ragazzi, come a Napoli anche qua, quando si tratta di fare passà a jurnata, la fantasia non conosce limiti. Ecco dunque profilarsi l'ipotesi di una nuova società sportiva sul modello dell'AlbinoLeffe: il CesenaRonta.

A me potrebbe pure star bene, purché i colori sociali siano quelli del Cesena, e i dirigenti quelli del Ronta.

 

Marco – cesenainbolgia, 03/07/2003

 

Castori taci e lavora!

Rubriche - Il Puntello

Apprendiamo dal Corriere che Castori ad Acquapartita ha avvicinato un gruppo di ultras bianconeri e, appellandosi all'unità d'intenti, ha espresso il proprio rammarico per lo striscione ("Meglio l'Eccellenza che questa dirigenza"), invitandoli a sostenere tecnico, squadra e società.
Caro Mister, spero si tratti di ingenuità e non di presunzione, perché la presunzione da che mondo è mondo alla prima occasione si paga.

Che ne sa lei della merda che abbiamo ingoiato in questi anni; dello sconforto nel vedere il Manuzzi svuotarsi; delle retrocessioni, delle umiliazioni, della rabbia, dell'amarezza di scoprire il Cesena (il Cesena!) declassato da regina e simbolo di una regione a squallido outsider in serie C? Che ne sa della frustrazione di non intravedere un futuro migliore di questo? E che ne sa dei Lugaresi, della mancanza di franchezza, dell'ostilità sedimentata e incancrenita nei loro confronti, rei ai nostri occhi di aver dilapidato un capitale sportivo e, soprattutto, di essere rimasti ostinatamente attaccati alla poltrona contro tutto e tutti fino ad aver tirato troppo la corda? Che ne sa del febbrile entusiasmo, delle attese, delle speranze generate in tutti questi anni da ogni minima notizia di trattativa per la cessione della società - raccolta al bar, in piazza, sui giornali - salvo apprendere regolarmente che sarebbe rimasto tutto, ancora, uguale a prima?

Caro Castori, "Meglio l'Eccellenza che questa dirigenza" per noi non è solo una provocazione: c'è chi auspica il fallimento della società (è accaduto a Pisa, Ravenna, Firenze ecc. ecc.) pur di liberarsi dagli ultraventennali padroni: di liberarsi, cioè, dalla loro insincerità, dal loro profilo perdente, dalla consapevolezza del progressivo ridimensionamento delle prospettive e delle ambizioni del Cesena e da questa lenta, sfiancante, avvilente agonia.

Insomma Mister, che cosa ne sa lei dell'intrico di tensioni psichiche che, da anni, attraversa a rasoiate la "questione Cesena"?

Le WSB, Castori, esistono da più di vent'anni, e prima di esse c'erano le Brigate Bianconere: lei che è l'ultimo arrivato e resterà qua un anno (se le va bene, visto che da queste parti ultimamente si cambiano in media due allenatori a stagione) vorrebbe suggerire la "linea" alla Curva Mare?

L'anno scorso di questi tempi a Cesena c'era una situazione rovente, ma Iachini, che è furbo, non ha mai messo il becco in faccende che non lo riguardavano, limitandosi a lusingare una curva che, da avversario, l'aveva impressionato. E dalla curva è stato ampiamente ripagato, con la squadra che è stata sempre sostenuta e trascinata a vittorie interne impossibili. Faccia come Iachini: si limiti a chiedere il sostegno per la squadra. Conviene prima di tutto a lei, poiché noi ormai non abbiamo molto da perdere. Per noi, Mister, "è meglio l'Eccellenza che questa dirigenza".

 

Marco – cesenainbolgia 21/07/2003

 

Le stelle di agosto

Rubriche - Il Puntello


Nella penuria giornalistica di questa estate, che ci fa sospettare che anche nelle redazioni meno leccacule ci sia rassegnati alla Lugaresite vita natural durante, la sola cosa che resta è prefigurare scenari immaginifici fatti di grandi auspici per il torneo che verrà: e giù a fantasticare sulla gladiatoria possenza di Pestrin a centrocampo, sulle dirompenti discese dell'Intercity Ambrogioni sulla fascia destra, sulle spericolate incursioni fuori area del portiere-libero Indiveri, per non dire degli improvvisi, travolgenti tagli da sinistra verso il centro dell'indomito capitan Chiaretti (difese avversarie, con Chiaretti a sinistra sono cazzi vostri! ;-)))).
Sembra insomma che si sia tornati a tre anni fa, all'epoca della seconda retrocessione in C1, quando, a fronte di una piazza sempre più sconcertata, avvilita e legittimamente preoccupata per il futuro, Roberto Chiesa sul Corriere scriveva che i tifosi, smaltita la delusione per la retrocessione, benché indignati per il caso Ravenna (già, indignati per il caso Ravenna, mica per come gli insopportabili Lugaresi stavano - e stanno - pian piano impoverendo il Cesena), erano pronti "a ripartire in Ferrari col Tazzio".

Dopo i timidi sussulti degli ultimi due anni - giunti soprattutto dallo stesso Corriere, più disposto ad azzardare riflessioni non banali, a prefigurare scenari futuri, a indagare sulla struttura societaria e sui rapporti interni a una società che sembra un circo Barnum, tra padri, figli, cugini, amici, nipoti e azioni che sono pochissime ma valgono tantissimo - dopo quei sussulti ora non se la sente più nessuno di scrivere. E quando non si ha voglia di scrivere non resta che vivere in un mondo parallelo dove tutto è bello e dove la cosa più semplice da fare è titillare i sogni dei tifosi, sempre ben disposti, a dire il vero, a lasciarsi andare a pensieri piacevoli e immaginare una squadra da primato (Bocchini in profondità a Pestrin, Pestrin largo per Piccoli a sinistra, sovrapposizione di Groppi, cross dal fondo, Cavalli di testa, GOL!!!).

Come tre anni fa, appunto. Quando il Corriere celebrò il primo acquisto del Cesena di Tazzioli: un giovanotto di 24 anni dipinto come un jolly difensivo e di centrocampo, utilizzabile con successo anche sulle fasce. Era l'uomo del mister, e aveva seguito Tazzioli a Cesena nonostante il corteggiamento di squadre di categoria superiore (prima fra tutte il Lecce), a dimostrazione del fatto che sul suo conto non ci si poteva sbagliare. La pagina, corredata da una grande foto del jolly che sprizzava salute e buonumore, non mancava di descrivere un Edmeo Lugaresi (sul cui fiuto da segugio per i talenti nessuno - chissa perché - ha mai dubitato) estasiato nell'ammirare quel ragazzone sorridente, per il quale il vecchio presidente provava, così disse, una simpatia e una fiducia istintiva. Quel ragazzone sorridente, per chi non l'avesse capito, era Fabrizio Stringardi.

Una stella di agosto.

Agosto. Il solo mese in cui ai tifosi bianconeri (almeno ai più fantasiosi) è concesso sognare.

 

Marco – cesenainbolgia  07/08/03

 

St. Pauli & St. Georgi

Rubriche - Il Puntello

Su Uefa.com leggiamo che il St. Pauli, seconda squadra di Amburgo, dopo due retrocessioni ha cominciato ad avere difficoltà nel trovare i soldi necessari alla sopravvivenza, e che per iscriversi al campionato di quest'anno il nuovo presidente ha escogitato varie iniziative. Tra queste, la vendita di 75mila magliette con la scritta "Retter" (soccorso), che ha fruttato alla società 1,1 milioni di euro, e un accordo con i locali della città, i quali hanno imposto una "tassa" di 50 centesimi, da devolvere al club, su ogni birra servita nel weekend ("La risposta degli abitanti è stata così massiccia che una banca si è convinta a prestare del denaro al club per finanziarne la campagna" ). Inoltre, 12mila tifosi hanno sottoscritto un abbonamento annuale e il Comune si è accollato le spese per le giovanili, pari a 720mila euro. Ole van Beust, sindaco di Amburgo, ha detto che "la risposta entusiastica di migliaia di amburghesi si è tramutata in un vero e proprio movimento in favore dell'F.C. St. Pauli". La campagna per il salvataggio del club si concluderà allo stadio Millerntor con un festival del rock alternativo promosso dal cantante (e tifoso) Udo Lindenberg.
Commuove ed esalta un calore simile generato attorno a una squadra di calcio nei guai, pronta, con una nuova dirigenza, a risalire la china. E amareggia la sensazione che da noi non potrebbe accadere nulla del genere. Ma non per indifferenza nei confronti del Cesena (che riempie lo stadio per una partita dei playoff di C) o per la scarsa intraprendenza dei dirigenti. Il problema qua è la disarmonia dell'ambiente, la sfiducia e la disistima verso gli ultraventennali proprietari, l'incomprensione e l'antipatia reciproca, ormai incancrenita, fra dirigenti e tifosi. Al punto che questi ultimi, in molti casi, non si abbonano per principio.

Una mobilitazione straordinaria da noi sarebbe possibile a due condizioni: 1) il Cesena cambia proprietà e i nuovi dirigenti riaccendono entusiasmi e speranze (vedi il St. Pauli); 2) il presidente Giorgio Lugaresi si appella con franchezza al popolo bianconero lasciando intravedere un futuro.

St. Georgi, per convincermi a sostenerlo, dovrebbe annunciare più o meno questo: "Cari tifosi, amici del Cesena, aiutatemi a farmi da parte. Io sono qua più per volere di mio padre che mio. Non ho il calcio nel sangue e onestamente fatico a distinguere un terzino da una mezzala. Le cose, in questi anni, contrariamente alle mie aspirazioni, sono peggiorate dal punto di vista sportivo e finanziario. Me me ne assumo la responsabilità. Di errori ne abbiamo commessi tanti. Adesso, però, non serve piangersi addosso; piuttosto, bisogna cercare insieme una via d'uscita, essendo chiaro a tutti che per tornare in alto occorrono ben altre risorse. L'A.C. Cesena oggi non fa utili e ha spese di gestione tali da scoraggiare potenziali acquirenti. Inoltre la società è fortemente indebitata. Preso atto di questo, vi invito a sottoscrivere gli abbonamenti, ma anche e soprattutto a sostenere finanziariamente, con continuità, le nostre iniziative, per le quali allestiremo uffici di marketing, merchandising e pubbliche relazioni. In cambio del vostro sforzo, mi impegno solennemente, davanti alla città e a tutti i tifosi, a cercare successori che offrano sufficienti garanzie di serietà, professionalità e rilancio. Se questo non mi riuscirà, fra tre anni mi farò carico degli eventuali debiti rimasti e consegnerò al sindaco una società sana e sgravata, appunto, dai debiti, pronta dunque a ripartire".

Davanti a queste parole, sottoscriverei l'abbonamento e incoraggerei altri a fare lo stesso; acquisterei magliette, cappellini, sciarpe, bandiere e spillette tutti i mesi; berrei birra nei weekend autotassandomi. E griderei "Forza St. Georgi".

 

Marco – cesenainbolgia, 20/08/03

 
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