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Censura

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Il sapore del Manuzzi prende corpo diverse ore prima della partita. Ognuno di noi adotta alcuni comportamenti tipici della vita da stadio, basati su abitudini, scaramanzie e inconsapevoli riti che ci accompagnano al fischio d’inizio. Il parcheggio nella solita zona, la birra nel solito bar o chiosco, la piadina condita sempre con gli stessi ingredienti, gli abiti-cabala che ci portiamo da decenni, le chiacchiere con gli stessi amici della prima volta in Via del Mare, gli stessi argomenti discussi. E cosa dire delle letture dei giornalini e delle fanzine che troviamo all'ingresso dello stadio? La visione dei ricordi, delle speranze per la partita, i sentimenti dei tifosi, le analisi e i commenti dei giornalisti, le schede tecniche accompagnate dalle relazioni di vita sociale che circondano in Romagna la vita del Cavalluccio. Un tesoro di informazioni che accompagnano il tifoso al fischio d’inizio, creando dibattito e alimentando la tensione fino a quando le squadre non scendono in campo. Per la partita Cesena-Torino una di queste fanzine non verrà distribuita (gratuitamente) all’interno dello stadio come di consueto a causa di una censura messa in atto dalla Presidenza del Cesena Calcio. Il magazine ‘Il Bianconero’, testata ufficiale della Società, gestita interamente dal Coordinamento Club - che dalla Società peraltro non ottiene alcun contributo finanziario per la gestione della fanzine - viene messo al bando per la comparsa al suo interno di un articolo firmato Andrea Gori, nel quale vengono espresse alcune critiche di gestione e di gioco al Cesena Calcio in un'analisi che sintetizza le prime 18 giornate di serie A. Un articolo (che riportiamo in calce) dai toni severi, ma argomentato da constatazioni precise e, soprattutto, incontestabili.
Lo staff di Cesenainbolgia esprime solidarietà piena e convinta ai redattori e ai collaboratori della rivista ‘Il Bianconero’, prezioso manuale ricco di notizie e di affetto per i colori bianconeri, dove sovente anche alcuni celebri iscritti del nostro Forum hanno trovato spazio. Siamo anche disposti a pubblicare interamente la rivista sul nostro spazio virtuale per dare segno tangibile che la libertà di opinione deve essere garantita e difesa, se espressa in modo da non infrangere la legge e i regolamenti posti in essere dalle autorità di controllo. La censura preventiva è uno strumento orribile che, in questo caso, fa male al Cesena, ai suoi tifosi, a quei Dirigenti complici di questo spregio e mette ancora una volta sotto una cattiva luce la nostra Società.

Lo staff di Cesenainbolgia    


L’articolo di Andrea Gori tratto da tuttocesena.it

La matematica non condanna il Cesena... ma la logica sì. La sconfitta contro il Cagliari è stata praticamente una sentenza per i bianconeri, che torneranno a giocare al sabato nella prossima stagione, retrocedendo in serie B. Ormai le speranze sono ridotte al lumicino e se prima la salvezza era un’impresa, ora questa possibilità prende la forma del miracolo sportivo.
I numeri parlano chiaro: 8 punti di distacco dal primo posto utile per rimanere nella massima serie, ovvero quasi quanti raccolti dal Cavalluccio in 18 partite (9 punti). Un girone d’andata che definire disastroso non è affatto eccessivo. La ruota della fortuna bianconera non è di certo girata nel verso giusto, ma ormai il tema è stato sviscerato molto dettagliatamente e c’è solo una frase da poter dire: il Cesena, questo Cesena, non è adeguato alla serie A.
Come quando arriva un bel successo, il carro dei vincitori è pieno in ogni ordine di posto, così quando il fallimento è alle porte, la responsabilità è di tutti i partecipanti, nessuno escluso. Si parte dalla società, che non ha saputo investire nella maniera migliore le poche risorse a disposizione. Il continuo cercare di correggere errori precedenti (l’arrivo di Almeida per il mancato ingaggio di una punta nella sessione estiva; il cambio dell’allenatore) ha scoperchiato di fatto una scomoda verità: le valutazioni fatte in fase di costruzione della stagione si sono rivelate errate.
In panchina gli sbagli non sono mancati. Dall’atteggiamento iperdifensivo di Bisoli in partite chiave, all’inspiegabile gestione di ruoli e cambi di Di Carlo: due allenatori molto diversi fra loro, che hanno raccolto in pratica la stessa polvere. Se dagli allenatori non è arrivata la scossa giusta, la colpa è anche e soprattutto del materiale che avevano a disposizione. Una rosa lunga, infarcita da giocatori che si sono rivelati o inadatti alla categoria, o troppo acerbi, oppure ancora lontani dal progetto e dal contesto richiesto.
In questo scenario vanno collocati anche i tifosi, i quali hanno creato una frattura tra pro e contro Bisoli, che durante tutta la stagione ha alimentato le polemiche e i malumori.
A quattro mesi dal rompete le righe ora il mondo bianconero è di fronte ad un bivio: iniziare già a pensare alla prossima stagione in B, oppure giocarsi il tutto e per tutto nel girone di ritorno, sperando in una salvezza da scrivere a caratteri cubitali nella storia non solo del Cesena, ma probabilmente in quella del calcio. Alla società l’ardua sentenza.

 

BASTA CHIACCHIERE

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